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25/07/2008 | Annalina Molteni - Domani sarÓ battaglia. Magenta
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Annalina Molteni - Domani sarà battaglia. Magenta , 3 giugno 1859 - La Memoria del Mondo Libreria Editrice - 2008 - 200 pp. - 14,50 €

Domani sarà battaglia.

Più che un lavoro d’indagine o di ricostruzione storica, come forse si potrebbe arguire dal
titolo, questo libro costituisce un ampio e variegato affresco descrittivo della giornata che precedette il primo importante fatto d’armi della seconda guerra d’indipendenza italiana, verificatosi, com’è noto, il 4 giugno 1859 nei pressi della cittadina lombarda di Magenta (a 25 Km a ovest di Milano), nel corso del quale le truppe franco-piemontesi, comandate dall’imperatore Napoleone III, riuscirono a battere, dopo una serie di aspri scontri protrattisi fino al tardo pomeriggio, l’esercito austriaco agli ordini del maresciallo Gyulai. Un variegato affresco descrittivo, dunque: tracciando il quale l’autrice non si propone tanto di evidenziare gli avvenimenti storico-militari (sebbene l’inquadramento dei fatti narrati sia sempre storicamente rigoroso e documentato), quanto piuttosto di coglierne i riflessi sui comportamenti e i pensieri della gente comune, allo scopo di ricreare quella diffusa atmosfera di attesa trepida e indefinita (fatta di speranze e di timori, di ansie e di vaghe aspettative) in cui si trovarono a vivere in quell’occasione gli abitanti di Magenta, umili e non, coinvolti loro malgrado nel grande evento. Questa scelta di prospettiva, che definirei senz’altro “corale”, se da un lato priva inevitabilmente il racconto di un vero e proprio “protagonista”, dall’altro però favorisce la proliferazione, all’interno di esso, di sempre nuovi personaggi e relative vicende, ognuna delle quali, pur costituendo un tutto a sé stante, è nello stesso tempo anche parte integrante di un quadro più vasto, in cui ogni fatto trova la sua appropriata collocazione e nel contempo giustifica gli altri, risultando a sua volta dagli altri giustificato (secondo il noto procedimento narrativo che dal Latini ha preso il nome di opus crescens). Merito non secondario dell’autrice è dunque quello di aver saputo abilmente riunire e intrecciare insieme un materiale così ricco ed eterogeneo, in modo da non ingenerare mai stanchezza nel lettore, ma anzi riuscendo a tenerne sempre desta la curiosità, rendendolo così partecipe, insieme ai personaggi, dell’attesa dell’imminente battaglia. Attesa che, in quanto denominatore comune di tutti gli episodi, risulta in definitiva essere essa stessa la vera protagonista dell’opera.


Alberto Riva

 

William Parker guardò l’orologio. “E’ tardi”, disse. “E io devo ancora scrivere il mio articolo su questa battaglia. Buonanotte, signor Farbach. Vedrò di non disturbarla troppo quando salirò anch’io”, e si chinò sul foglio. Controllò ancora una volta l’ora, mezzanotte era passata da due minuti esatti, e cominciò a
scrivere:

“Magenta, 4 giugno 1859
Ieri, 3 giugno, un reparto di genieri Francesi ha gettato un
ponte di barche sul Ticino, nel comune di Turbigo.
E’ iniziato da qui il passaggio dell’esercito dell’imperatore
Napoleone III verso Magenta…”

QUI FINISCE IL ROMANZO E INIZIA LA STORIA

 

 

 

 

 

 



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